Pensieri in libertà vigilata, musica senza permessi e parole che non chiedono scusa.

Da qui comincia la trasmissione. Musica senza permessi, parole in libertà vigilata e pensieri che bussano forte. Non siamo qui per piacere a tutti, ma per dire qualcosa. Se resti, alza il volume.

La dea

Ci sono artiste che si ascoltano.E poi c’è Florence Welch (con i suoi & the Machine), che si attraversa.

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Perchè questo blog ?

Il 10 giugno 2012 è una data che porto impressa nella memoria, uno di quei momenti in cui capisci perché la musica è un rifugio. Ero a Firenze, sotto un cielo che sembrava voler sommergere lo stadio Franchi mentre Bruce Springsteen cantava. Insieme al mio amico Pera ci siamo ritrovati immersi in una pioggia torrenziale, ma nessuno si è mosso. Era la sesta o settima volta che vedevo il Boss, e ogni volta lui riesce a trasformare un concerto in qualcosa di indimenticabile. Quella sera, sotto la pioggia, con canzoni come “My City of Ruins”, “Badlands” e “Spirit in the Night”, sembrava che il rock diventasse una forza che ci teneva tutti insieme, uniti in un brivido collettivo.

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Chi sono

Arresti Domiciliari nasce da una necessità, non da un’idea.
Quando non puoi scappare, inizi a pensare. Quando pensi troppo, o scrivi o esplodi.

Ho passato una vita sotto i palchi, in mezzo al sudore, al rumore, alle luci che si spengono tardi.
Centinaia di concerti visti, ascoltati, respirati. La musica non l’ho mai studiata: l’ho attraversata.

Qui metto canzoni che mi hanno tenuto in piedi e parole che non avevano più dove andare.
Non do lezioni e non vendo risposte: condivido ascolti, errori, notti, ossessioni e pensieri in libertà vigilata.

Questo è uno spazio personale, imperfetto e vero.
Se cerchi qualcosa di educato, forse non è il posto giusto.
Se invece hai vissuto anche tu almeno una volta con una canzone addosso, puoi entrare. Siamo già in due.

Giancarlo