Arresti domiciliari: music and talks
Benvenuti nel mio spazio. Qui condivido musica, ricordi e pensieri nati da una vita vissuta tra palchi e canzoni. L'obiettivo non è informare, convincere o insegnare, ma creare risonanze. Se una canzone ti torna in mente, un ricordo si riaccende o senti il bisogno di alzare il volume, allora siamo sulla stessa frequenza. Non cerchiamo risposte, ma connessioni. Se esci da qui con una sensazione, anche scomoda, allora sei nel posto giusto.

Un blog per chi vive di musica
Questo blog è dedicato a chi ha un rapporto profondo con la musica. A chi ha passato notti sotto un palco, consumato dischi, cassette, CD e playlist, e associa una canzone a una persona, un periodo, una ferita o una salvezza. Mi rivolgo a chi non cerca recensioni tecniche o classifiche, ma storie vissute. A chi ama il rock (e non solo) e sente che la musica è stata - e spesso è ancora - un rifugio nei momenti difficili. Arresti Domiciliari è per chi ascolta con il corpo prima ancora che con le orecchie. Se ti riconosci in questo, sei nel posto giusto.

I temi che mi appassionano
Arresti Domiciliari ruota attorno alla musica come esperienza vissuta. Parlerò di concerti vissuti dal basso, con il sudore addosso e le emozioni ancora aperte; di artisti e canzoni che hanno lasciato un segno profondo; di musica come rifugio e salvezza; di ricordi personali legati a brani, periodi della vita, persone e assenze; di pensieri liberi e conversazioni interiori, dove la musica diventa il punto di partenza per parlare di identità, fragilità, tempo che passa e cambiamento. Gli argomenti che mi appassionano sono quelli che non finiscono con l’ultima nota di una canzone, ma continuano a lavorarti dentro. Qui la musica non è un genere o un elenco: è un linguaggio comune.

Un tono confidenziale e sincero
Il tono di voce che userò in questo blog sarà informale, diretto e confidenziale. Voglio creare uno spazio di condivisione sincero, dove sentirsi liberi di esprimere le proprie emozioni e i propri pensieri. Non ci saranno filtri o formalismi, solo la voglia di raccontare e di ascoltare. Voglio che Arresti Domiciliari sia un luogo accogliente, dove la musica è un pretesto per parlare di noi stessi e del mondo che ci circonda. Un luogo dove sentirsi meno soli e dove trovare ispirazione per alzare il volume della propria vita.