Fotografie

Pubblicato il 3 luglio 2026 alle ore 22:32

Ci sono fotografie che finiscono in un cassetto.

E poi ce ne sono altre che, senza sapere bene perché, diventano parte della tua vita.

Nella mia cameretta non c'era il poster di Kate Bush.

C'era qualcosa di molto più curioso.

Avevo comprato un piccolo libro dedicato a lei e, tra le pagine, avevo trovato una fotografia in bianco e nero. La staccai con una cura quasi maniacale e la infilai dentro un portafotografie, proprio uno di quelli dove normalmente si mettono le immagini delle persone care.

Un giorno mia zia entrò nella mia stanza, si fermò davanti a quella fotografia e mi chiese con la naturalezza con cui si fanno certe domande a un ragazzo di diciott'anni:

Che bellina questa ragazza... è la tua fidanzata?

La guardai, sorrisi e risposi:

Magari.

Ogni tanto ripenso a quella scena e mi viene ancora da sorridere.

Perché quella risposta raccontava molto più di quanto io stesso sapessi.

Non ero innamorato di Kate Bush.

Ero innamorato del mondo che sembrava abitare.

Kate Bush non era la classica rockstar.

Non aveva la sensualità esibita di tante artiste degli anni Ottanta. Non cercava la provocazione, non rincorreva le classifiche. Era profondamente inglese, elegante, misteriosa, quasi fuori dal tempo. Quando cantava sembrava recitare. Quando si muoveva sembrava danzare. Quando scriveva sembrava costruire racconti.

Molti anni dopo avrei scoperto che non era una sensazione.

David Gilmour ascoltò una sua demo quando aveva appena quattordici anni e capì immediatamente di avere davanti un talento irripetibile. Lindsay Kemp, il mimo che aveva insegnato a David Bowie a trasformare il corpo in linguaggio, contribuì a dare forma alla sua teatralità. Più tardi avrebbe condiviso un tratto importante del suo cammino con Peter Gabriel, un altro artista convinto che una canzone potesse essere molto più di una melodia.

Forse è proprio per questo che mi ha conquistato.

Perché io non mi sono mai innamorato soltanto delle canzoni.

Mi sono sempre innamorato degli artisti capaci di costruire mondi.

Ricordo ancora la Scozia.

Lavoravo lì da ragazzo e nei jukebox Wuthering Heights suonava continuamente. Era la canzone che tutti conoscevano, quella voce acutissima che sembrava arrivare da un'altra dimensione.

Eppure non è mai stata la mia Kate Bush.

Io continuavo a tornare verso altre canzoni.

Babooshka, per esempio.

L'idea di una donna che, sentendosi trascurata dal marito, decide di sedurlo fingendosi un'altra donna è una delle intuizioni narrative più straordinarie che abbia mai incontrato in una canzone. Non parla soltanto di gelosia. Parla del desiderio. Del bisogno di sentirsi ancora guardati, ancora scelti, ancora amati.

Riguardando oggi quel video mi sono accorto di un dettaglio che per anni mi era sfuggito.

All'inizio Kate Bush appare vestita di nero.

Ha in mano un contrabbasso.

Per molti sarà soltanto un oggetto di scena.

Io, invece, mi sono fermato.

Perché oggi il contrabbasso è lo strumento che suona mia figlia.

E mi è venuto da sorridere pensando che, forse, quel suono era già entrato nella mia vita molti anni prima, senza che io lo sapessi.

Ci sono coincidenze che sembrano casuali.

E poi ce ne sono altre che, con il passare degli anni, acquistano il sapore delle cose che erano destinate a incontrarti.

Poi c'è Cloudbusting.

La storia di un uomo che sogna di costruire una macchina capace di chiamare le nuvole e far piovere. C'è Donald Sutherland nel video, ma soprattutto c'è quella capacità tutta di Kate Bush di trasformare un'idea impossibile in qualcosa che ti emoziona profondamente.

Non ti chiedi se quella macchina possa funzionare.

Ti ritrovi a sperare che quelle nuvole arrivino davvero.

E poi c'è The Dreaming.

Per anni ho tenuto quella copertina incorniciata.

Ancora oggi la considero una delle immagini più belle mai realizzate per un disco.

Kate Bush interpreta la moglie di Harry Houdini. Secondo la leggenda, durante un bacio gli passa la chiave con cui riuscirà a liberarsi dalle catene.

Quella fotografia è di una sensualità straordinaria.

Ma non è una sensualità esibita.

È fiducia.

È complicità.

È desiderio.

È una storia raccontata in un solo istante.

Negli anni ho continuato ad ascoltarla.

Non per nostalgia.

Perché ogni volta che la mia vita cambiava sembrava esserci una sua canzone ad aspettarmi.

È successo con Moments of Pleasure.

Una canzone fatta di ricordi, di persone che passano, di attimi apparentemente minuscoli che il tempo trasforma in qualcosa di immenso.

Oggi mi accorgo che anche la memoria funziona così.

Non conserva tutto.

Conserva soltanto quello che ci ha cambiati davvero.

E poi c'è Breathing.

Negli ultimi anni, nei momenti più difficili della mia vita, mi sono sentito ripetere molte volte una parola semplice.

"Respira."

Una parola piccola.

Quasi banale.

Eppure era esattamente quello di cui avevo bisogno.

Riascoltando oggi Breathing, con Kate Bush sospesa dentro quella sua bolla irreale mentre cerca aria, mi sembra quasi che quella canzone mi stesse aspettando da sempre.

Come se certe opere ci scegliessero molto prima che siamo noi a comprenderle.

Molti ragazzi della generazione di mia figlia hanno scoperto Kate Bush grazie a Stranger Things e a Running Up That Hill.

E ne sono felice.

Perché significa che il talento vero non invecchia.

Aspetta soltanto di essere ritrovato.

Io, invece, non ho mai avuto bisogno di riscoprirla.

Kate Bush è rimasta con me per tutti questi anni.

È rimasta in quella fotografia in bianco e nero.

Nella copertina di The Dreaming rimasta appesa così a lungo.

Nel suono di un contrabbasso che oggi ha assunto un significato nuovo.

In quella risposta data quasi per scherzo a mia zia.

"Magari."

Oggi sorrido pensando a quel ragazzo.

Forse aveva già capito una cosa che avrebbe impiegato una vita a mettere a fuoco.

Le canzoni possono emozionarci.

Gli artisti possono entusiasmarci.

Ma esistono persone rarissime che riescono a fare qualcosa di più.

Entrano nella nostra memoria.

E da lì non se ne vanno più.

Kate Bush, per me, è sempre stata una di loro.

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Commenti

Fabio Sartorio
13 ore fa

Eh si Giancarlo, anche per me resta una delle mie cantanti preferite, con la sua voce delicata e poetica. Un altro brano bellissimo da ricordare รจ Don't give up anche se di Peter, il video, la musica ed il testo sono da brividi.